I cambiamenti chiave includevano: 1. Trasferimento dell'autorità di cittadinanza dai giudici federali alla Direzione Nazionale della Migrazione (DNM). 2. Interpretazione più rigorosa del requisito di 2 anni di residenza continuativa, richiedendo una permanenza legale e ininterrotta senza lasciare il paese. 3. Introduzione della cittadinanza per investimento (da 500.000 USD). 4. Riduzione della validità della residenza 'precaria' da 180 a 90 giorni, che non conta più ai fini della cittadinanza. 5. Requisiti più severi per la Residenza Permanente (PMM), non più concessa automaticamente ai genitori di figli nati in Argentina.
Tuttavia, il 30 giugno 2026, la Camera Elettorale (la più alta corte elettorale argentina) ha dichiarato nulli parti significative del DNU 366/2025. La corte ha stabilito che le questioni di cittadinanza, essendo legate ai diritti elettorali, non possono essere regolate per decreto presidenziale, citando l'Articolo 99.3 della Costituzione. Di conseguenza:
- L'autorità per la cittadinanza è tornata ai giudici federali.
- Il rigoroso requisito di '2 anni senza lasciare il paese' per la cittadinanza non è più in vigore; si applica la precedente pratica giudiziaria flessibile.
- La cittadinanza per investimento è legalmente sospesa.
- Le disposizioni relative alla PMM (Residenza Permanente), in particolare le regole più rigide per i genitori di figli nati in Argentina, facevano parte della legge sull'immigrazione e non sono state influenzate da questo annullamento specifico, rimanendo quindi in vigore. Il panorama complessivo per la cittadinanza e la residenza rimane dinamico con un'interpretazione giuridica in corso.
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